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MARILYN MONROE

Thu, 04/15/2010 - 11:49AM by erjona 0 Comments -


 

Marilyn Monroe

« Sono un prodotto artificiale »

(Marilyn Monroe)

« Non sono interessata ai soldi, voglio solo diventare magnifica »

(Marilyn Monroe)

Marilyn Monroe, nome d'arte di Norma Jeane Baker (Los Angeles, 1 giugno 1926 – Los Angeles, 5 agosto 1962), è stata un'attrice statunitense.

Il suo mito supera di gran lunga il pur apprezzato talento artistico di un'attrice sicuramente fuori del comune, un "sogno proibito" per milioni di appassionati di cinema. Il fascino che emanava dal grande schermo e dalle copertine in carta patinata ha contribuito a farne un sex symbol fuori da ogni tempo; la fragilità che ha contraddistinto la sua esistenza (per molti versi tumultuosa e culminata in una morte tanto prematura quanto misteriosa) l'ha resa una vera e propria icona della cultura pop.

È stata anche una cantante dalle doti non particolarmente eccelse ma con un timbro vocale in grado di affascinare l'ascoltatore. Fra i suoi successi, quasi tutti inseriti nel contesto dei film da lei interpretati, vi è anche la celeberrima My Heart Belongs To Daddy di Cole Porter. Altri grandi successi canori di Marilyn furono Bye Bye Baby, cantata nel film Gli uomini preferiscono le bionde, e I Wanna Be Loved By You, cantata nel film A qualcuno piace caldo. La Marilyn cantante sarà tuttavia ricordata più che altro per l'intervento canoro - immortalato in un enigmatico quanto affascinante filmato video in bianco e nero con l'artista illuminata da un semplice occhio di bue - al party di compleanno del presidente Kennedy, quando intonò - con fare malizioso ed ammiccante - Happy Birthday, Mister President.

Biografia
I primi anni

Nacque con il nome di Norma Jeane Mortenson, e fu battezzata Norma Jeane Baker nel reparto dell'ospedale della contea di Los Angeles California, riservato agli indigenti. La madre era Gladys Pearl Monroe. I biografi concordano che l'uomo indicato come il padre nel certificato di nascita, Martin Edward Mortenson, il secondo marito di Gladys, non fosse in realtà il suo vero padre. La sua paternità non è mai stata definita in modo chiaro. Sembra più probabile che il padre fosse Charles Stanley Gifford, un impiegato delle vendite dello studio cinematografico dove la madre lavorava al montaggio. Il divorziato Gifford non volle legami e lasciò Gladys non appena lei lo informò della sua gravidanza.

Gladys era la figlia di Otis Elmer Monroe (1865-1909) e Della Hogan (1876-1927). Dapprima sposò John Newton Baker, che rapì i loro due figli, Robert Jasper "Jackie" Baker (16 gennaio 1918-16 agosto, 1933) e Berniece Inez Gladys Baker (nata il 30 luglio 1919), quando la coppia si separò. In seguito sposò Mortenson, ma i due si separarono prima che Gladys rimanesse incinta di Norma Jeane.

Non riuscendo a persuadere la madre Della ad occuparsi della bambina, Gladys si risolse ad affidare Norma Jeane a Wayne e Ida Bolender, a Hawthorne, una località a sud-ovest di Los Angeles. Norma Jeane visse con loro fino all'età di sette anni. I Bolender erano una coppia religiosa ed integravano le loro magre entrate prendendo bambini in affido. Nella sua autobiografia, My Story, scritta con Ben Hecht, Marilyn disse che era convinta che loro fossero i suoi genitori finché Ida, piuttosto brutalmente, non la corresse. Dopo la sua morte Ida disse che rimasero sempre in contatto e che aveva avuto la seria intenzione di adottarla, cosa che non poté fare per il mancato consenso di Gladys.

Gladys veniva in visita ogni sabato, ma non abbracciò né baciò mai Norma Jeane, nemmeno mai le sorrise. Un giorno Gladys le disse di aver comprato una casa per loro due. Qualche mese dopo il trasloco Gladys soffrì di un esaurimento nervoso. Marilyn ricordò la madre "urlare e ridere" mentre veniva portata di forza all'ospedale psichiatrico statale di Norwalk. Tra il mobilio della casa dove Norma Jeane e sua madre vissero insieme, se pur per breve tempo, c'era un pianoforte bianco. Una volta divenuta famosa, Marilyn assunse un investigatore privato per ritrovare quel pianoforte, e da allora non se ne separò mai più. "I momenti più felici della mia infanzia furono intorno a quel pianoforte," disse. Nel 2000, molti beni di Marilyn furono messi all'asta da Christie's e quel pianoforte bianco fu comprato dalla cantante Mariah Carey.

Norma Jeane fu presa in custodia dalle autorità statali. La migliore amica di Gladys, Grace McKee, poi Goddard, divenne la sua tutrice. Dopo il matrimonio di Grace con il signor Goddard, il 4 aprile 1935, Norma Jeane fu mandata prima all'orfanotrofio di Los Angeles, dove rimase fino al 1938, e poi affidata a ben dodici diverse famiglie, dove subì violenze e trascuratezza. Quindi, nel settembre del 1941, Grace McKee Goddard la riprese con sé. Norma Jeane conobbe il figlio di un vicino, James Dougherty, che divenne poi il suo primo marito a 16 anni. Il matrimonio avvenne il 19 giugno 1942, per poi cessare con il divorzio il 13 settembre 1946. I Goddard stavano per trasferirsi sulla costa orientale degli Stati Uniti e ritennero che il matrimonio fosse una buona cosa per l'ormai teenager Norma Jeane. Era una ragazza con poca stima di sé, ma anche con un lato aggressivo ed opportunistico. Era molto più intelligente ed infelice di quanto possa far pensare l'immagine che il cinema diede poi di lei.

L'inizio della carriera

Nel 1945 Norma Jeane lavorò come operaia,come impacchettatrice di paracaduti. Nel suo stesso reparto lavorava Robert Mitchum, con cui si ritroverà otto anni dopo nella "Magnifica Preda". Un giorno un fotografo, David Conover andò allo stabilimento militare per fotografare "ragazze che tenessero su il morale delle truppe al fronte". Poi le foto arrivarono sul tavolo di Emmelyn Snively, direttrice della più importante agenzia pubblicitaria di Hollywood. Norma Jeane firmò il contratto il 23 luglio 1946. Una di queste foto, secondo la leggenda, creò un certo turbamento nel grande produttore cinematografico Howard Hughes. L'agente di Norma Jeane sfruttò la voce e le fece ottenere il suo primo contratto cinematografico con la 20th Century Fox della durata di sei mesi per un compenso pari a 75 dollari. Era il 26 agosto 1946.

In My Story racconta come venne scelto il suo nome d'arte. Quando Norma Jeane disse a Grace che un impiegato della Fox aveva suggerito "Marilyn", Grace rispose che stava bene con il nome da nubile di sua madre, Monroe, poi le disse che conservava documenti in grado di provare che Gladys fosse una diretta discendente del presidente James Monroe. Quei documenti non sono mai venuti alla luce. Il nonno materno di Marilyn, Otis Monroe, era figlio di Jacob Monroe (1831-1872), pertanto una tale ascendenza è piuttosto improbabile.

Gli anni seguenti furono difficili. La madre Gladys, durante il suo ricovero all'ospedale psichiatrico, sposò il suo ultimo marito, John Stewart Eley, che morì nel 1952. I biografi raccontano che Marilyn frequentava il "giro delle feste" quando il 31 dicembre 1948 incontrò Johnny Hyde, un associato dell'agenzia William Morris, ad una festa data dal produttore Sam Spiegel. Anche Hyde, come Grace Goddard, credeva che Marilyn fosse destinata a diventare una grande stella ma, a differenza di Grace, aveva i mezzi per aiutarla in questo senso. Hyde aveva già scoperto Lana Turner ed annoverava Rita Hayworth tra le sue clienti. Benché sposato e vecchio a sufficienza per essere suo padre, Hyde si innamorò follemente di lei. Con la sua insistenza, la fece inserire nei cast di Giungla d'asfalto e Eva contro Eva.

La fama

Posò nuda per un fotografo, Tom Kelley, il 27 maggio 1949 e venne pagata 50 dollari. Nel calendario sexy Miss Golden Dreams la fotografia venne riprodotta senza citare il suo nome. Nel 1952 un ricattatore minacciò di rendere il fatto di pubblico dominio, ma lei gli rovinò i piani annunciandolo lei stessa. Quando i reporter le chiesero perché l'avesse fatto, lei fece spallucce e disse "avevo fame". Hugh Hefner comprò il diritto di usare quella fotografia per il primo numero della sua nuova rivista, Playboy.

Hyde invecchiando le chiese ripetutamente di sposarlo, assicurandole che sarebbe stata una vedova ricca. Ma lei rifiutò. Gli voleva bene, spiegò in My Story, ma non lo amava. Secondo la biografia di Donald Spoto, Marilyn rinnovò il contratto con il produttore Joseph Schenk, ignorando Hyde per settimane. Ma quando Hyde ebbe un attacco di cuore fatale a Palm Springs il 18 dicembre 1950, Marilyn si incolpò della sua morte. Fu cacciata dalla sua casa dalla moglie e il giorno successivo al suo funerale tentò il suicidio. Subito prima di morire Hyde le aveva garantito il futuro professionale procurandole un contratto settennale alla Fox col compenso di 750 dollari alla settimana. A partire dal gennaio 1951 girò una serie di film in parti secondarie sempre più consistenti, il migliore dei quali lo realizzò quando fu data in prestito alla RKO, lo studio in cui la madre lavorava come montatrice negli anni venti.

Verso la fine del 1951, la Fox fu convinta del suo potenziale e le diede un buon lancio pubblicitario. Nell'aprile del 1952 apparve per la prima di numerose volte sulla copertina del prestigioso e popolarissimo settimanale Life. Entro il 1953 diventò la più grande star del mondo, ma era stanca dei ruoli di oca bionda che Darryl F. Zanuck le affidava. Ruppe il suo contratto e si trasferì a New York per studiare all'Actor's Studio; creò una sua società di produzione con il fotografo Milton H. Greene. Questi cambiamenti le valsero il dileggio dell'industria del cinema. Tuttavia, quando Jayne Mansfield e Sheree North non raccolsero i successi di pubblico attesi, Zanuck si arrese. Il nuovo contratto che Marilyn stipulò le lasciava maggior margine creativo, il diritto di approvazione del regista e la possibilità di fare un film all'anno con case di produzione diverse dalla Fox. Il primo lavoro di questo nuovo periodo fu Fermata d'autobus (Bus stop). In quegli anni recitò, tra gli altri, con Cary Grant, Clark Gable, Laurence Olivier, Joseph Cotten, Richard Widmark, Jane Russell, Lauren Bacall, Ethel Merman, Charles Laughton, Tony Curtis, Jack Lemmon e Yves Montand, col quale ebbe una breve relazione durante le riprese di Facciamo l'amore (Let's make love).

I matrimoni

« Si materializzò sulla porta come l'ultimo dei pensieri, quello che non ti capita mai in testa, quello che quando arriva fa "bang", e per qualche minuto hai la mente vuota e non sai pensare ad altro »(Arthur Miller, intervista rilasciata al New York Times nel 1963, riferita al primo incontro con Marilyn Monroe)

Sposò James Dougherty il 19 giugno 1942. Grace, traslocando col marito, volle che Norma Jeane si sposasse in modo da non dover tornare in orfanotrofio. Nei libri The Secret Happiness of Marilyn Monroe e To Norma Jeane With Love, Jimmie Dougherty afferma che erano innamorati e che avrebbero vissuto felici se i sogni di successo non l'avessero allontanata da lui. Al contrario, la Monroe ha sempre affermato che fosse un matrimonio di convenienza organizzato da Grace, che pagava Dougherty perché le desse appuntamento. Divorziarono nel 1946.

Nel 1951 Joe Di Maggio vide una fotografia di Marilyn con due giocatori dei Chicago White Sox, ma aspettò fino al suo ritiro per chiedere di organizzare un appuntamento con lei. Lei non volle incontrarlo, temendo che si rivelasse un tipo abbastanza convenzionale. Il 14 gennaio 1954, la loro fuga al municipio di San Francisco fu il culmine di due anni di corteggiamenti che, tramite i rotocalchi, avevano tenuto in sospeso l'intera nazione.

La loro unione fu difficile, a causa delle loro personalità in conflitto. La gelosia di Di Maggio, figlio di immigrati siciliani, mal si conciliava con la vita mondana della Monroe. Richard Ben Cramer, il biografo di Di Maggio, afferma inoltre che lui era violento. Si racconta che scoppiò una lite dopo la celeberrima scena della gonna alzata dall'aria della metropolitana in Quando la moglie è in vacanza (The Seven Year Itch), filmata in Lexington Avenue a New York davanti a centinaia di fans. Il regista Billy Wilder ricordò l'espressione di rabbia sul volto di Di Maggio mentre assisteva alla scena.

Quando Marilyn annunciò il suo divorzio, adducendo la causa della crudeltà mentale, i giornali riportarono una sua dichiarazione alla 20th Century Fox in cui diceva che "le nostre carriere sembrano ostacolarsi l'un l'altra".

Successivamente sposò il celebre commediografo ebreo-americano Arthur Miller con cerimonia civile il 29 giugno 1956 e con cerimonia ebraica due giorni dopo. Tornati dall'Inghilterra, dopo aver completato Il principe e la ballerina (The Prince and the Showgirl), scoprirono che lei era incinta. Sfortunatamente lei soffriva di endometriosi, la gravidanza era a rischio e lei la interruppe per non rischiare la propria vita. Una seconda gravidanza si concluse con un aborto spontaneo.

Nel 1958 la Monroe manteneva entrambi, oltre a pagare gli alimenti all'ex moglie di Miller. Lui si comprò una Jaguar mentre erano in Inghilterra, la spedì negli Stati Uniti ed addebitò il tutto alla casa di produzione della moglie. La sua sceneggiatura Gli spostati (The misfits) voleva essere un regalo di San Valentino per lei, ma, quando le riprese ebbero inizio, il matrimonio era già naufragato. Il comportamento di Marilyn, sul set e nella vita domestica - a causa del largo consumo di droghe e alcol da parte dell'attrice - era piuttosto instabile: lei era particolarmente insofferente verso il marito, e fra i due si stabilì progressivamente una diversità di vedute inconciliabile. Marilyn ottenne il divorzio da Miller a Ciudad Juarez in Messico il 24 gennaio 1961.

Nel documentario del 2003 Marilyn's Men, ritirato dalla polizia di Los Angeles, Dougherty afferma di essere stato il creatore di Marilyn Monroe. Nessun biografo ha tuttavia trovato prove né di questa affermazione, né del presunto obbligo a divorziare da lui che la Fox avrebbe imposto a Marilyn, nonostante il quale sarebbero rimasti amici fino alla sua morte. Il fatto che nel 1953 la Monroe reagì furiosamente alle dichiarazioni di Dougherty alla rivista Photoplay in cui lui dichiarò che lei l'amava sembrano smentire completamente queste affermazioni. Dougherty, che vestì in seguito la divisa da poliziotto, ha vissuto nel Maine con la sua terza moglie fino alla sua morte nel 2003, sopravvivendo, quindi, di oltre quattro decenni alla Monroe.

Di Maggio ritornò nella vita di Marilyn mentre il suo matrimonio con Miller stava finendo. Il 7 febbraio 1961 Marilyn, ormai dipendente da psicofarmaci ed alcol e sempre più preda di turbe psichiche, che la facevano passare rapidamente dall'euforia alla più nera disperazione, scelse un volontario ricovero in una clinica psichiatrica, in un reparto per casi di una certa gravità. Quando la permanenza nella casa di cura divenne per l'infelice attrice una vera e propria detenzione, l'ex campione di baseball riuscì a farla uscire e a trasferirla in un'altra clinica. Dopo che fu dimessa, raggiunse Di Maggio in Florida, dove lui era impegnato come allenatore della sua vecchia squadra, i New York Yankees. Il loro dichiararsi "solo amici" non impedì che sulla stampa scandalistica circolasse la voce di un secondo matrimonio. Persino Bob Hope dedicò loro la sua canzone "The Second Time Around", nominata come miglior canzone per un Oscar nel 1960. Secondo il biografo di Di Maggio, Maury Allen, lui lasciò un lavoro da 100.000 dollari l'anno nelle forniture militari per tornare in California e chiedere a Marilyn di risposarlo.

Il 17 febbraio 1962 Miller sposò Inge Morath, fotografa della nota agenzia Magnum, che aveva, fra l'altro, documentato con straordinarie immagini in Nevada le riprese de Gli spostati. Nel gennaio 1964 debuttò in teatro il suo lavoro After the Fall, in cui compariva una bella ma tremenda bisbetica dal viso di bambina chiamata Maggie. Il personaggio, fragile psicologicamente, fece arrabbiare tutti gli amici della Monroe, che vi videro una bieca speculazione della triste condizione dell'attrice nei suoi ultimi anni di vita. Il suo più recente lavoro in scena a Broadway, Finishing the Picture, è basato sulla realizzazione de Gli spostati. Miller è morto il 10 febbraio 2005 nella sua fattoria di Roxbury in Connecticut, la stessa che aveva acquistato con la Monroe ai tempi del suo matrimonio, e che l'attrice scelse di lasciargli quando divorziarono.

La morte e gli sviluppi successivi

« Marilyn, la bimba che è in te coglie l'allegria e la promessa, la donna che è in te vede la tragedia e la mortalità »(Arthur Miller)

Marilyn Monroe è stata trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, in California, all'età di trentasei anni a causa di un'overdose di barbiturici. L'allora presidente degli Stati Uniti John F. Kennedy aveva di recente interrotto l'amicizia con l'attrice. Tuttavia questo non sembra essere un motivo sufficiente, dato che altre ammiratrici attribuite a Kennedy (tra queste, Judith Campbell Exner, che segretamente faceva anche da tramite tra il presidente ed il gangster Sam Giancana) gli sono sopravvissute.

Il cadavere di Marilyn fu scoperto dalla signora Eunice Murray, un'infermiera assegnata a Marilyn dal suo psichiatra, il Dr. Ralph Greenson. C'è chi ritiene che, la notte della sua morte trascorsero cinque ore dal momento del decesso a quando furono avvisate le autorità. Durante quelle ore Marilyn sarebbe stata portata all'ospedale St. John di Santa Monica, ma l'ospedale rifiutò di accettare il caso, per l'eccessiva notorietà della vittima. Questa incerta ricostruzione, unita all'arrivo della polizia solo in piena notte, ha lasciato aperto negli anni uno strascico di speculazioni secondo cui la Murray potesse aver saputo più di quanto abbia poi raccontato.

È da notare che qualche giorno dopo la morte della Monroe, la Murray tentò di incassare un assegno da ventimila dollari datole dalla stessa Marilyn. La City National Bank di Beverly Hills rifiutò di pagare la Murray, dato che la notizia della morte della Monroe era da giorni di pubblico dominio. Inoltre la Murray, una vedova dai mezzi piuttosto modesti, partì due mesi dopo per una crociera in Europa a bordo della RMS Queen Mary. La Murray mantenne negli anni l'amicizia con l'agente di Marilyn, Pat Newcomb. Successivamente, la Murray (con la scrittrice Rose Shade) diede la sua versione del decesso di Marilyn nel libro Marilyn, The Last Months, pubblicato nel 1970.

Un'indagine formale nel 1982 del procuratore generale della contea di Los Angeles si concluse senza nessuna credibile evidenza di un complotto, ma le storie persistono. Il Dr. Thomas Noguchi, che seguì l'autopsia (oltre alla sua, anche quelle di altri personaggi celebri, tra cui Robert Kennedy, Natalie Wood e William Holden) scrisse nel suo libro Coroner che la morte di Marilyn era con alta probabilità un suicidio.

Di Maggio si occupò dei funerali. Secondo quanto riferì la sorellastra di Marilyn, Berniece Baker Miracle, che prese un aereo per la West Coast non appena ricevette la notizia, Di Maggio volle prendersi cura di tutte le pratiche e lei acconsentì. Per vent'anni, Di Maggio fece recapitare sulla tomba di Marilyn una dozzina di rose rosse tre volte alla settimana. A differenza degli altri uomini che la conobbero intimamente (o dissero di averla conosciuta), non parlò mai pubblicamente di lei e non scrisse mai un libro sulla loro relazione.

Marilyn è sepolta in un loculo al Westwood Village Memorial Park Cemetery. Aveva fatto seppellire lì anche Grace Goddard perché vi era sepolta anche la zia di Grace - che si prese cura di Norma Jeane per un breve periodo. Quando la sua carriera stava decollando, Marilyn chiese al suo truccatore personale, Whitey Snyder, di prometterle che alla sua morte si sarebbe occupato del trucco. Snyder rispose scherzando che l'avrebbe fatto se il suo corpo gli fosse portato ancora caldo. Alcuni giorni dopo, ricevette dei soldi e una nota: "Caro Whitey, mentre sono ancora calda, Marilyn". Mantenne la sua promessa con l'aiuto di una bottiglia di whisky.

In uno dei periodi in cui Gladys non era in un ospedale psichiatrico, sposò quello che sarebbe stato il suo ultimo marito, John Stewart Eley, che morì nel 1952. Nel frattempo le era stata diagnosticata una forma di schizofrenia. Uscì definitivamente dalla casa di cura nei primi anni settanta e si trasferì in Florida, dove sua figlia, Berniece, la venne a prendere all'aeroporto. Morì di insufficienza cardiaca congestizia l'11 marzo del 1984, presso una casa di riposo. Ossessionata dalle credenze dei Cristiani Scientisti, si rifiutava di parlare di Norma Jeane o Marilyn Monroe, forse per incapacità di ricordare il passato. A quanto pare, una donna che era stata così affascinata dalle stelle del cinema da dare a sua figlia il nome di un'attrice, Norma Talmadge, non seppe mai di aver avuto come figlia una delle donne più famose della storia.

A distanza di anni vi sono ancora parecchi lati oscuri circa la ricostruzione della morte dell'attrice. L'insolito essersi chiusa a chiave nella camera, la scomparsa delle fotografie dell'inchiesta e dei tabulati telefonici, il ritardo dei soccorsi. Anche il mistero che avvolge la sua prematura morte ha contribuito alla costruzione del suo mito.

Filmografia

The Shocking Miss Pilgrim, non accreditata, regia di George Seaton e, non accreditato, Edmund Goulding (1947)
Dangerous Years, regia Arthur Pierson (1947)
Scudda Hoo! Scudda Hay!, regia di F. Hugh Herbert (1948)
Orchidea bionda (Ladies of the Chorus), regia di Phil Karlson (1948)
Una notte sui tetti (Love Happy), regia di David Miller e, non accreditato, Leo McCarey (1949)
La figlia dello sceriffo (A Ticket to Tomahawk), non accreditata, regia di Richard Sale (1950)
Giungla d'asfalto (The Asphalt Jungle), regia di John Huston (1950)
Eva contro Eva (All About Eve), regia di Joseph L. Mankiewicz (1950)
Lo spaccone vagabondo (The Fireball), regia di Tay Garnett (1950)
Il messicano (Right Cross), non accreditata, regia di John Sturges (1950)
Home Town Story, regia di Arthur Pierson (1951)
L'affascinante bugiardo (As Young as You Feel), regia di Harmon Jones (1951)
Le memorie di un Don Giovanni (Love Nest), regia di Joseph M. Newman (1951)
Mia moglie si sposa (Let's Make It Legal), regia di Richard Sale (1951)
La confessione della signora Doyle (Clash by Night, regia di Fritz Lang (1952)
Matrimoni a sorpresa (We're Not Married!), regia di Edmund Goulding (1952)
La tua bocca brucia (Don't Bother to Knock), regia di Roy Ward Baker (1952)
Il magnifico scherzo (Monkey Business), regia di Howard Hawks (1952)
Il poliziotto e il salmo (The Cop and the Anthem), episodio di La giostra umana (O. Henry's Full House), regia di Henry Koster (1952)
Gli uomini preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes), regia di Howard Hawks (1953)
Niagara (Niagara), regia di Henry Hathaway (1953)
Come sposare un milionario (How to Marry a Millionaire), regia di Jean Negulesco (1953)
La magnifica preda (River of No Return), regia di Otto Preminger e, non accreditato, Jean Negulesco (1954)
Follie dell'anno (There's No Business Like Show Business), regia di Walter Lang (1954)
Quando la moglie è in vacanza (The Seven Year Itch), regia di Billy Wilder (1955)
Fermata d'autobus (Bus Stop), regia di Joshua Logan (1956)
Il principe e la ballerina (The Prince and the Showgirl), regia di Laurence Olivier (1957)
A qualcuno piace caldo (Some Like It Hot), regia di Billy Wilder (1959)
Facciamo l'amore (Let's Make Love), regia di George Cukor (1960)

Gli spostati (The Misfits), regia di John Huston (1960)

Doppiaggio italiano

Rosetta Calavetta in: Niagara, A qualcuno piace caldo, Come sposare un milionario, Fermata d'autobus, Facciamo l'amore, La magnifica preda, Gli spostati, Quando la moglie è in vacanza, Il principe e la ballerina, Orchidea bionda
Miranda Bonansea in: Gli uomini preferiscono le bionde, La tua bocca brucia, Giungla d'asfalto, Il magnifico scherzo, Follie dell'anno, Le memorie di un dongiovanni, Mia moglie si sposa, Matrimoni a sorpresa, La figlia dello sceriffo
Zoe Incrocci in: Eva contro Eva

La prima voce ufficiale di Marlilyn Monroe è stata quella di Miranda Bonansea che l'ha doppiata a partire da La figlia dello sceriffo del 1950 fino a Gli uomini preferiscono le bionde del 1953. Dallo stesso anno in poi ovvero a partire dal film Niagara la doppiatrice ufficiale diventa Rosetta Calavetta con un ritorno di Miranda Bonansea in Follie dell'anno del 1954. La voce della Calavetta in realtà segna un ritorno poichè aveva doppiato la Monroe già nel suo primo film da protagonista ovvero Orchidea bionda del 1948. In Eva contro Eva invece ascoltiamo la voce di Zoe Incrocci

Curiosità

Marilyn, a partire dai trent'anni, usò spesso come cura di bellezza per il viso uno spesso strato di vaselina, sebbene sconsigliata da alcuni conoscenti esperti di cosmesi, convinti che avrebbe soltanto agevolato la crescita sul viso di peli superflui. E avevano ragione. Se, infatti, si osservano attentamente alcune immagini dell'attrice in primo piano o di profilo, scattate negli ultimi anni della sua esistenza, si nota come sulle guance, all'altezza delle basette, le sia cresciuta un po' di peluria (bionda, poiché il suo parrucchiere aveva il compito di ossigenarla, insieme ai capelli).
Marilyn è nata bruna, si fece bionda ossigenata dietro consiglio di un fotografo secondo il quale in tal modo avrebbe avuto più fama.
Era alta 1,66 cm pesava 53 kg indossava la taglia 46 americana,corrispondente all'attuale taglia 42.
Si è affermato che Marilyn avesse avuto anche alcune relazioni lesbiche, una tra le quali con Elizabeth Short, la famosa vittima di un omicidio di Los Angeles. Ma in merito a queste affermazioni non esistono tuttavia certezze.
La canzone Candle in the Wind (1973), scritta da Bernie Taupin ed Elton John, era dedicata a lei. Elton John l'ha successivamente riscritta per il funerale di Lady Diana Spencer.
Tra gli improbabili fans di Marilyn si annoverano Albert Einstein e Ayn Rand.
Marilyn fu proposta al principe Ranieri III di Monaco come possibile moglie. Lui poi sposò Grace Kelly, la cui fama si fuse con quella del principato stesso.
Le immagini di Marilyn sono proprietà del suo fondo e non ne è permessa la copia integrale.
L'assegno da ventimila dollari che Eunice Murray tentò di incassare dopo la morte della Monroe è in mostra allo Hollywood Entertainment Museum a Hollywood.
Hugh Hefner ha acquistato una tomba accanto a quella di Marilyn per 85.000 dollari; l'altra tomba adiacente è stata venduta per 125.000 dollari. Non vi sono altre tombe disponibili accanto alla sua.
Da alcune fotografie di Joseph Jasgur pubblicate nel 1946 nacque il mito che Marilyn avesse sei dita per ogni piede. Due delle fotografie, pubblicate in The Birth of Marilyn: The Lost Photographs of Norma Jeane, possono farlo pensare, ma è solo effetto della luce, come dimostrato da altre fotografie. Dato che non vi sono altre prove in merito, la storia è comunemente considerata una leggenda urbana.
Marilyn vinse nel 1946 il concorso di bellezza per Miss Carciofo.
Marilyn dovette indossare due paia di slip bianchi per girare la scena della grata della metropolitana in Quando la moglie è in vacanza. Una decisione presa dal gelosissimo marito Joe di Maggio per impedire alla folla di vedere troppo.
Il regista Billy Wilder (che con Marilyn ha diretto Quando la moglie è in vacanza e A qualcuno piace caldo) disse che Marilyn aveva un seno di granito ed un cervello di groviera. In altre occasioni ha detto che Marilyn era un genio, si può quindi dire che la loro relazione fosse piuttosto incostante.
Marilyn, durante la prima infanzia, visse nell'illusione di essere figlia di Clark Gable, a causa della somiglianza di uno degli uomini che la madre le indicò come suo padre con il celebre interprete di Via col vento. L'attrice dichiarò in varie interviste di essere entusiasta dell'opportunità di poter lavorare con il divo nel film Gli spostati, che fu la sua ultima interpretazione, ma anche l'ultima di Gable: un infarto lo stroncò, infatti, un mese dopo la fine delle riprese.
Il pubblico ha raramente guardato oltre l'immagine di scena di Marilyn, ma di lei si diceva che fosse piuttosto intelligente, ancorché nascosta dietro il cliché della bella bionda svampita. Lei rimpianse sempre di non aver potuto continuare gli studi, scrisse poesie e fu molto appassionata di letteratura.
Il fotografo George Barris ha scattato le ultime fotografie di Marilyn in vita, ma ha rifiutato per molti anni di permetterne la pubblicazione.
Pare che Marilyn Monroe, per mettere in risalto la propria andatura ancheggiante, calzasse scarpe con i tacchi di diversa altezza, tagliando un centimetro da un tacco di una delle due scarpe.
Era solita dormire svestita, dimostrazione ne è l'espressione "Io dormo solo con due gocce di Chanel" da Marilyn pronunciata nella pubblicità tramite la quale sponsorizzava appunto il profumo Chanel n° 5.
Quando il medico legale diede il nulla osta per il funerale dell'attrice, dopo l'autopsia, i suoi più stretti collaboratori prepararono la salma per la camera ardente. Whitey Snyder, fedele truccatore di Marilyn da alcuni anni, si occupò di rendere per l'ultima volta il suo volto sfavillante di luce e di colori. Le fu poi fissata sulla testa la parrucca bionda e liscia con frangetta che aveva portato nel film Gli Spostati. Una sua collaboratrice ottenne che Marilyn indossasse per l'estremo viaggio un abito verde dello stilista fiorentino Emilio Pucci che l'attrice aveva acquistato recentemente. Poiché, dopo l'intervento del patologo, non c'era più traccia dei seni, il reggiseno fu riempito con della stoffa.
A Natale del 2009 Suzie Kennedy, sosia perfetta dell'attrice americana, ha impersonificato la figura di Marylin nel film di "Io & Marilyn", dove la Monroe viene chiamata durante una seduta spiritica.
L'ultimo film della Marylin rimasto incompiuto fu ripreso da Doris Day con i Titolo Move Over Darling ovvero Fammi posto Tesoro 1963

La stessa Marylin appare nel videogioco The Sims con la sesta expansion pack nel quartiere "studios". Arriverà solo se avrete l' espansione superstar, e si presenterà solo nelle feste più scatenate a bordo di una limousine rosa.

Bibliografia

(EN) The Last Days of Marilyn Monroe (su i collegamenti tra la morte di Marilyn e Kennedy) ISBN 0-688-16288-6
(IT) Marilyn Monroe: La vita, il mito di GiovanBattista Brambilla ,1995, Rizzoli (catalogo della mostra su Marilyn Monroe tenuta a Roma nel dicembre 1995 ed a Torino nel febbraio 1996) ISBN 88-17-24343-4

Marilyn Monroe storia di un omicidio di Donald H.Wolfe (Ricostruisce la vita e la morte di Marilyn Monroe con documenti inediti).

Citazioni di Marilyn Monroe

Ho sognato la bellezza per lo più a occhi aperti. Ho sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare. (citato in Marilyn Monroe DVD)
[Le ultime parole dell'ultima intervista] La prego, non mi faccia apparire ridicola. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
Non desidero niente altro. Uomini, denaro, amore, ma solo il talento per recitare. (citato in Marilyn Monroe DVD)
Non sono stata abituata alla felicità: è qualcosa che non ho mai dato per scontato, ma pensavo che sarebbe arrivata con il matrimonio. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
Se avessi rispettato tutte le regole, non sarei arrivata da nessuna parte. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
Se sei famosa la gente crede di avere il diritto di dirti in faccia qualunque cosa, come se questo non potesse ferirti... A volte penso che sarebbe meglio evitare la vecchiaia e morire giovane. Ma vorrebbe dire non completare la propria vita, non riuscire a conoscersi completamente. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
Sentivo la mia mancanza di talento come se internamente indossassi abiti da quattro soldi. Ma, mio Dio, quanto volevo imparare, migliorare. (citato in Un secolo di grande cinema: 100 Star)
Sono commossa and grazie! (i suoi ringraziamenti in italiano, su suggerimento di Anna Magnani, ricevendo il David di Donatello per Il principe e la ballerina, 1958; YouTube)
Voglio dire che se sono una Diva lo devo al pubblico. Ma lo devo solo al pubblico e non a una casa cinematografica, o a chiunque altro. (citato in Marilyn Monroe DVD)

Marilyn

Il primo marito di mia madre si chiamava Baker; il secondo, Mortenson. Quando nacqui io, lei aveva già divorziato da tutti e due. (p. 14)
Quando ero piccola, nessuno mi diceva mai che ero carina; bisognerebbe dirlo a tutte le ragazzine, anche se non lo sono. (p. 17)
Un giorno o l'altro diventerò una grande stella del cinema. (p. 55)
La pubblicità [della Fox] inventò una storia secondo cui ero la baby sitter di un direttore del casting... penserete che avrebbero quantomeno dovuto fare di me una daddy sitter, per occuparmi del paparino... (p. 59)
Il sesso fa parte della natura, e io seguo la natura. (p. 61)
Io mi vergognavo, ma loro furono davvero delicati... in tutta la faccenda. Stesero del velluto rosso e mi ci fecero sdraiare sopra. Fu tutto molto semplice. E pieno di spifferi! (parlando dello "scandalo del calendario", p. 87)
[Hollywood è] un posto dove ti pagano mille dollari per un bacio e cinquanta centesimi per la tua anima. (p. 98)
Non basta andare a letto per diventare una star... Ci vuole di più, molto di più. Però aiuta. Un sacco di attrici hanno avuto la loro prima occasione grazie a quello. Gran parte degli uomini sono talmente orribili, meritano che se ne cavi tutto quanto si può! (p. 111)
Non sono interessata al denaro. Voglio solo essere meravigliosa. (p. 137)
I am not interested in money. I just want to be wonderful. (citato in Marilyn by Milton Greene)
Sapevo di appartenere al pubblico e al mondo, non per il talento o la bellezza, ma perché non ero mai appartenuta a nient'altro o a nessun altro. (p. 138)
I knew I belonged to the public and to the world, not because I was talented or even beautiful, but because I had never belonged to anything or anyone else. (citato in Marilyn by Milton Greene)
Un sex symbol diventa un oggetto, questo è il guaio. Ma se dovessi essere il simbolo di qualcosa, preferirei esserlo del sesso piuttosto che di tante altre cose di cui esistono simboli. (p. 144)
Billy caro, per piacere vestimi per sempre. Ti voglio bene, Marilyn. (dedica a Travilla, costumista di fiducia, sul calendario "nudo", p. 163)
Gesù. Non avevo mai pensato di far effetto alla gente, finché non andai in Corea. [...] la cosa più bella che mi fosse mai capitata. Prima di allora in cuor mio non mi ero mai sentita una stella. Era così meraviglioso guardare giù e vedere persone che mi sorridevano. (p. 164)
Ho imparato a camminare da piccola e non ho mai preso lezioni in merito. (rispondendo alla domanda di un giornalista sul suo modo di camminare, p. 190)
Non ho mai fatto nulla deliberatamente per migliorare il mio modo di camminare... Cammino ecco tutto. (citato in Marilyn Monroe DVD)
[a proposito di Joe DiMaggio] Non gradiva che gli attori mi baciassero, e non gli piacevano i miei abiti di scena. Non gli piaceva niente dei miei film, odiava tutti i miei vestiti. Quando gli feci presente che ero obbligata a vestirmi in quel modo, che ciò faceva parte del mio lavoro, disse che avrei dovuto lasciare quel mestiere. (p. 193)
Dal mio matrimonio speravo di ricavare amore, calore, affetto e comprensione. Invece è stata una relazione basata sulla freddezza e sull'indifferenza. (dichiarazione in tribunale durante la causa di divorzio da Joe DiMaggio, 27 ottobre 1954, p. 196)
Non sarò soddisfatta finché la gente non vorrà ascoltarmi cantare senza aver bisogno di guardarmi. (confidenza al suo maestro di canto Hal Schaefer, 1952, p. 202)
Per la prima volta sono davvero innamorata. Arthur è una persona seria, ma ha uno splendido sense of humor. Fra noi ridiamo e scherziamo spesso, sono pazza di lui. (p. 216)
Lassù, fra le luci, c'era il mio nome. "Dio, qualcuno dev'essersi sbagliato", mi dissi. Ma era là, tutto illuminato. Allora mi sedetti e mi dissi: "Ricordati, non sei una stella". Ma il nome era proprio lassù, in piena luce. (p. 231)
C'è sempre qualcuno che ti strattona. Come se tutti volessero strappare un pezzetto di te. (p. 243)
È un uomo brillante e uno scrittore meraviglioso, ma credo sia meglio come scrittore che come marito. (su Arthur Miller, p. 290)
Una volta celebri, sapete, potete leggere cose sul vostro conto, le idee di qualcun altro su di voi; ma ciò che conta — per sopravvivere, per affrontare giorno per giorno ciò che vi capita — è quel che pensate di voi stessi. (p. 292)
Dopo mio marito e Marlon Brando, penso che Yves Montand sia l'uomo più attraente che abbia mai incontrato. (p. 331)
Tutti veniamo alla luce con la nostra sessualità, grazie a Dio, ma è un peccato che così tanta gente disprezzi e soffochi questo dono naturale. L'arte, la vera arte, viene da lì, come ogni cosa. (p. 333)
La fama è volubile, lo so. Regala gratificazioni e inconvenienti, io li ho sperimentati entrambi. (p. 356)
Beh, Chanel n.° 5, ovviamente.(pp. 408, 409)
What do I wear in bed? Why, Chanel No5, of course
Variante 1: La notte mi vesto di Chanel n. 5.
Variante 2: "Cosa indossa a letto?" "Due gocce di Chanel N°5"

Senza fonte

A volte la gente vuole capire se sei vera. Ti osservano e vedono in te qualcosa del tutto estraneo alla loro vita quotidiana. E questo è spettacolo, giusto?
Dicono che il denaro non faccia la felicità, ma se devo piangere preferisco farlo sul sedile posteriore di una Rolls Royce piuttosto che su quelli di un vagone del Metrò.
I mariti non sono mai amanti così meravigliosi come quando stanno tradendo la moglie.
Mi è capitato spesso di finire su un calendario. Ma mai per una data precisa.
I've been on a calendar, but never on time. (citato in Marilyn by Milton Greene)

Citazioni su Marilyn Monroe

È la donna più donna che si possa immaginare. La maggior parte degli uomini esprime al meglio la propria mascolinità accanto a lei... è una sorta di calamita che fa emergere gli istinti primordiali dell'animale maschio. (Arthur Miller)
La sua innocenza è così straordinaria che qualsiasi personaggio interpreti, per quanto impudente e sfrontato, riesce sempre a farlo sembrare una ragazza innocente. (dame Sybil Thorndike)
Marilyn Monroe aveva curve in posti dove le altre donne non hanno nemmeno i posti. (Cybill Shepherd)
Marilyn ci ha lasciato col suo volto sorridente e assente, dalle mille interpretazioni. Un volto enigmatico, come la Gioconda. Due volti che troviamo spesso a rappresentare due periodi diversi dell'arte, il Rinascimento e il Contemporaneo. Marilyn e la Gioconda: due volti, due sorrisi misteriosi. (Carlo Lucarelli)
Mi fissò un appuntamento nel suo appartamento. Era un appartamentino modesto, arredato in maniera mediocre. Non c'era nulla che facesse pensare che lì viveva una dea. Quando è uscita dalla camera sono rimasto a bocca aperta. Non sapevo cosa dire. Con le mani tormentavo il taccuino per gli appunti. Lei si è scusata per il ritardo. Sai cosa mi ha detto? Mi ha detto che non sapeva come vestirsi. Capisci, come vestirsi per incontrare me! Volevo risponderle che addosso a lei qualsiasi straccio andava bene. Da questo particolare ho capito che era una donna fragile, insicura. Una donna segnata dalla vita (a nove anni fu violentata da un parente), che aveva il complesso di non aver studiato e voleva togliersi questa etichetta di oca bellissima. Non era così: era intelligente, ma fragile. Troppo fragile, vittima della sua bellezza. (Nantas Salvalaggio)
Pensavo a lei, allora, come alla persona più sola che avessi mai conosciuto. Per tutto il periodo delle riprese a San Francisco, forse due o tre settimane [per Eva contro Eva], Marilyn la si vedeva seduta da sola in un ristorante o in un altro locale. O bere da sola. Le chiedevamo sempre di unirsi a noi, e lo faceva, e sembrava contenta. Ma in qualche modo non capì o accettò mai che dessimo per scontato che era una di noi. Rimaneva da sola. Non era una solitaria. Era davvero sola. (Joseph L. Mankiewicz)
Se Marilyn fosse stata così semplice da imitare, oggi ci sarebbero molte più sosia di quante in realtà non ce ne siano già. (Gloria Steinem)

Marilyn

Era una ragazza dolce, generosa e devota. Le piaceva farsi coccolare. (James Dougherty)
Nel suo viso c'era una qualità luminosa, una fragilità combinata con una vibratilità stupefacente. (David Conover)
...con un'attillata camicetta candida e gli shorts bianchi aderenti, il tocco di colore di un nastro fra i capelli, sembrava un sogno che incede lungo la via. (James Dougherty)
Norma Jeane mi disse di essere figlia illegittima. Ovviamente la cosa non mi faceva alcuna differenza. Il fatto che fosse illegittima, penso proprio che la rendesse ancora più bella. (James Dougherty)
Non ho mai pensato a Marilyn come a Norma Jeane. Per me erano due persone diverse, Marilyn io non l'ho mai conosciuta. (James Dougherty)
...era come se mi fosse toccato un miracolo. Norma Jeane mi appariva come un angelo. Stentavo a crederci, anche per un solo istante. (André de Dienes)
L'impatto di Norma Jeane su di me fu tremendo. Man mano che passavano i minuti, mi innamorai di lei perdutamente. (André de Dienes)
Un tocco di trovatella, uno di Venere e avrai delle foto incendiarie. (consiglio di Bruno Bernard alla giovane Norma Jeane)
Quando cominciò era meno dotata di qualsiasi ragazza avessi conosciuto, ma lavorò forsennatamente... voleva imparare, voleva diventare qualcuno, più di chiunque altro abbia mai visto. (Emmeline Snively)
Quella ragazza aveva qualcosa che non ho più visto dai tempi del muto. Possedeva una specie di bellezza fantastica come Gloria Swanson, e sprigionava sesso come Jean Harlow. Per dire la sua, non aveva bisogno della colonna sonora. (Leon Shamroy)
Quando l'ho vista per la prima volta... ho avuto un brivido. Questa ragazza ha qualcosa che non vedevo dai tempi del cinema muto: riesce a far trasudare di sensualità la pellicola dei film come riusciva Jean Harlow.
Le ragazze mi chiedono sempre cosa fare per diventare come Marilyn Monroe. Se solo dimostraste la decima parte dell'impegno e della grinta che quella ragazza possedeva, dico loro, sareste sulla buona strada. Ma come lei non ce ne sarà mai un'altra. (Emmeline Snively)
Nel corso degli anni Hollywood ci ha dato la "ragazza-oggetto", quella "vispa", quella "formosa" e persino "il Corpo". Adesso è la volta della "ragazza acquolina-in-bocca". (Earl Wilson)
Non l'ha scoperta nessuno: è diventata una stella perché se lo è meritato. (Darryl F. Zanuck)
[Cercavo] una giovane donna che passeggiasse al mio fianco in modo da risollevare la mia senescente libido e da farmi uscire il fumo dalle orecchie. (Groucho Marx, spiegando perché avesse scelto Marilyn per il film Una notte sui tetti)
Marilyn era a un passo dall'essere dimenticata quando la diressi in Giungla d'asfalto. Ricordo che mi impressionò più dal vivo che sullo schermo... aveva qualcosa di toccante e di attraente. (John Huston)
Quando [il provino] fu concluso, Marilyn si mostrò molto incerta sul risultato e chiese di ripeterlo. Acconsentii. Ma avevo già deciso fin dal primo ciak. La parte di Angela era sua. (John Huston)
Se fai la brava, ti svelerò la ricetta. Conosco gli ingredienti. (Dick Powell, protagonista de Il messicano, invitando Marilyn a una cena privata)
Era un personalissimo miscuglio di timidezza, di ambiguità e —- non vorrei dire di "seduzione da star" —- ma sapeva esattamente che effetto faceva agli uomini. (Fritz Lang)
Marilyn Monroe è la miglior attrice comica in attività, una Chaplin in gonnella. (Jerry Wald, coproduttore del film La confessione della signora Doyle)
Quando visionammo la prima stampa, ci accorgemmo che lei aveva cancellato tutti noi altri dallo schermo! (Richard Widmark)
Sembrava davvero timida; ricordo che quando la manodopera dello studio le fischiava dietro, appariva imbarazzata. (Cary Grant)
Qualunque cosa faccia quella ragazza è sexy. Tanta gente — quelli che non hanno mai conosciuto Marilyn — vi dirà che è tutta pubblicità. È una balla. Con la stessa pubblicità hanno tentato di costruire centinaia di altre ragazze; ma con loro non funziona. Lei ha davvero qualcosa di speciale. (Joseph Cotten)
L'ho trovata splendida per lavorarci assieme, e terribilmente desiderosa di far meglio. E sveglia. Può darsi che non abbia avuto un'istruzione, ma era proprio sveglia di suo. (Henry Hathaway)
Ogni sua mossa, ogni suo gesto può essere irresistibilmente allusivo. (Henry Hathaway)
In lei non c'era niente di reale, tutto era assolutamente irreale. (Howard Hawks)
Marilyn è una svanita. Capace di presentarsi con una scarpa rossa e una nera... Me ne accorsi quando facemmo una pausa alle 11: lei non aveva fatto colazione per niente, ma s'era dimenticata di aver fame finché non glielo ricordai io. (Jane Russell)
A uno sguardo superficiale sembrava una ragazza felice. Ma quelli che la criticavano non l'hanno mica vista, come me, piangere come una bambina perché spesso si sentiva così inadeguata. Ogni tanto soffriva di tremende depressioni e si metteva a parlare di morte. (Travilla)
Marilyn è un fenomeno della natura, come le cascate del Niagara e il Grand Canyon. Non si può che farsi da parte e ammirarla sbalorditi. (Nunnally Johnson)
Per un uomo lei rappresenta qualcosa che tutti desiderano in sogno. Perché non si lasci eccitare da lei, un uomo dovrebbe essere morto. (Jean Negulesco)
Ci vorrebbe la monetina per decidere se l'attrattiva principale di La magnifica preda sia l'ambientazione o la presenza di Marilyn Monroe. Il paesaggio montuoso è spettacolare, ma a suo modo miss Monroe lo è altrettanto. (Bosley Crowther)
Joe DiMaggio fu il miglior amico che Marilyn avesse mai avuto. Come marito e moglie non erano ben assortiti, ma questo succede a miliardi di uomini e donne. (Allan "Whitey" Snyder, truccatore di fiducia di Marilyn)
Marilyn era in anticipo sul suo tempo, e non lo sapeva. (Ella Fitzgerald)
Ritengo che come cantante fosse meglio di tante professioniste. Lavorava duro ed era sempre puntuale. (Lionel Newman)
Non ho fatto altro che credere in lei. Era una persona amabile e stupenda, e non credo che l'abbiano capito in tanti. (Milton H. Greene)
Anch'io rimarrei turbato, sapete, se ci fossero ventimila persone che guardano la gonna di mia moglie svolazzarle sopra la testa. (Billy Wilder)
Fu splendida. All'Actors' Studio ci avevano insegnato a non applaudire mai: era come se fossimo in chiesa. Quella fu la prima volta in cui sentii un applauso là dentro. (Kim Stanley, sugli applausi a Marilyn dopo un saggio d'interpretazione di Anna Christie di Eugene O'Neill all'Actors' Studio)
Credevo di averle viste tutte; lavorando nel ramo ho conosciuto tantissime modelle e attrici. Ma non avevo mai incontrato una che avesse quel tono di voce, quella gentilezza, quell'autentica dolcezza. Se per strada vedeva un cane morto, si metteva a piangere. Era così supersensibile che bisognava stare sempre attenti al tono con cui le si parlava. In seguito avrei scoperto che era una schizoide, che poteva essere assolutamente brillante o assolutamente gentile, e poi tutto il contrario. (Milton H. Greene)
Giocherella, squittisce compiaciuta, si adagia sul sofà. Si mette in bocca il gambo di un fiore, aspira una margherita come fosse una sigaretta. È una performance spontanea, improvvisata, vivace. Probabilmente finirà in lacrime. (Cecil Beaton descrive la seduta con Marilyn nelle sue memorie)
Marilyn Monroe fa venire in mente il bouquet di uno spettacolo pirotecnico che strappa agli sbalorditi spettatori un coro di attonite esclamazioni. Lei è spettacolare quanto gli argentei zampilli di una "Fontana del Vesuvio"; si è proiettata fuori dall'oscurità fino a diventare il sex symbol del dopoguerra, la pin-up di un'epoca.(Cecil Beaton)
La inquadravano di spalle per mettere in evidenza la rotazione delle anche, un movimento così fluido da apparire comico. In realtà era la sua camminata naturale. (Arthur Miller)
Marilyn è più prossima alla genialità di qualsiasi attrice abbia mai conosciuto. È un'artista al di là di ogni dote artistica. È l'attrice cinematografica più completa e autentica dai tempi della Garbo. Ne possiede lo stesso insondabile mistero. Lei è cinema allo stato puro. (Joshua Logan)
...una cosuccia deliziosa. (Laurence Olivier definisce Marilyn davanti al resto del cast de Il principe e la ballerina)
[Devi] tentare di essere sexy. (Laurence Olivier davanti al resto del cast de Il principe e la ballerina)
Fin dall'inizio fu evidente che in quel film lei sarebbe stata un problema per Larry. Molti attori hanno l'abitudine di venire sul set e chiacchierare, ma lei sul set non ci veniva mai. Mi dispiaceva molto per Larry che tentava di recitare e di dirigere quel film. Ma lei patì tante pene con Larry perché, nei suoi confronti, lui era un vero e proprio assillo. (Jack Cardiff)
La cosa affascinante è che appresi tante cose sul suo conto. Frequentavo il suo camerino, le parlavo, diventammo ottimi amici e non la sentii mai imprecare, neppure una volta. Aveva quell'aspetto meraviglioso, incredibile; in lei non c'era niente di osceno, e neanche di cinico. (Jack Cardiff)
Abbiamo un assoluto bisogno di lei. È l'unica tra noi che sappia davvero come comportarsi di fronte alla macchina da presa. (dame Sybil Thorndike sul set de Il principe e la ballerina)
Possedeva una grande dignità innata ed era estremamente intelligente. E anche troppo sensibile. (Edith Sitwell)
Il suo lavoro la spaventava, e pur disponendo di indubbio talento credo che opponesse una resistenza inconscia alla disciplina di attrice. Ma era affascinata dalla mistica del mestiere, e contenta come una bimba quando la si fotografava. Gestiva tutta la faccenda del divismo con un'ineffabile, astuta, evidente disinvoltura. (Laurence Olivier)
Her work frightened her, and although she had undoubted talent, I think she had a subconscious resistance to the exercise of being an actress. But she was intrigued by its mystique and happy as a child when being photographed; she managed all the business of stardom with uncanny, clever, apparent ease.
Nonostante gli impubblicabili giudizi [di Olivier] sulla sua mancanza di esperienza e professionalità, Marilyn era in pratica apparsa nello stesso numero di film (Il principe e la ballerina fu il venticinquesimo film di lei, e il ventottesimo di lui), e i suoi rapporti con la macchina da presa erano ben più intimi di quelli di Olivier: dame Sybil aveva ragione. Assistendo al film oggi, Marilyn vi appare lieta e naturale, mentre lui sembra spesso rigido e goffo. (Colin Clark, terzo assistente alla regia)
Era del tutto in balìa di granclasse pubblicitarie e sensazionalismi... e venne sfruttata oltre ogni limite. (Laurence Olivier)
La trovai incantevole, una buontempona... scoppiava a ridere per un nonnulla. Ed era molto alla mano. Non mi sembrò boriosa, come certe attrici che non ti sorridono e se dici loro buongiorno si voltano dall'altra parte. (Una Pearl, controfigura di Marilyn per Il principe e la ballerina)
Alla macchina fotografica offriva più di qualsiasi altra attrice... o donna... che io abbia mai inquadrato: era infinitamente più paziente, più esigente con se stessa e più a suo agio di fronte all'obiettivo che non quando ne era lontana. (Richard Avedon)
Mentre le sue insicurezze sono stranote, non tutti sanno quanto fosse divertente. Mai che si lamentasse delle ordinarie vicende dell'esistenza, mai che dicesse una cattiveria sul conto di alcuno, e in più possedeva un meraviglioso e spontaneo senso dell'umorismo. (Sam Shaw)
Con l'eventuale eccezione di L'amato (Chéri, 1920) di Colette, e di qualche altra breve storia... non mi risulta che abbia letto alcunché in tutta la vita. Non ne sentiva la necessità: credeva di poter afferrare l'idea di un libro... in poche pagine... Priva di qualunque pretesa culturale, non provò mai il bisogno di preoccuparsi di cose che non la travolgessero. (Arthur Miller)
[Marilyn] risplende di bellezza, di umanità. È il genere di artista che non va in scena ogni santo giorno che viene. Dopotutto, è una creatura fuori dall'ordinario. (Arthur Miller)
Quella non era solo difficile, era impossibile. (Billy Wilder, ricordando la lavorazione di A qualcuno piace caldo)
Per me Marilyn era matta come un cavallo. (Tony Curtis)
Un tempo, se la convocavi alle nove di mattina compariva regolarmente a mezzogiorno. Adesso la convochi a maggio e si presenta a ottobre. (Billy Wilder)
Baciare Marilyn Monroe era come baciare Hitler. (Tony Curtis)
Possiede una certa indefinibile e penetrante magia, come nessun'altra attrice in attività. (Billy Wilder)
Era spaventata e insicura. Mi sarebbe piaciuto essere uno psicoanalista che l'avesse come paziente. Forse non avrei saputo aiutarla, ma sdraiata sul lettino sarebbe stata deliziosa. (Billy Wilder)
Lei è una bimba smarrita. (Bob Willoughby)
Se Marilyn è innamorata di mio marito [Yves Montand], ciò prova che ha buon gusto. Anch'io ne sono innamorata. (Simone Signoret)
Mi chinai per darle il bacio della buonanotte, ma d'un tratto il bacio si fece selvaggio, un incendio, un uragano. Non potevo fermarmi. (Yves Montand)
Ogni volta si calava in se stessa e ne traeva qualcosa di unico e straordinario. Non aveva tecniche. Era solo vera, soltanto Marilyn. Ma per l'appunto era Marilyn, eccezionale. In se stessa scoprì delle cose, delle cose che riguardano tutte le donne. (John Huston)
Lei ascolta, si strugge, s'interessa. La sorprendo mentre ride attraverso una stanza e sbotto. Ogni poro di quella deliziosa pelle traslucida è vivo, sempre dischiuso — anche se questo mondo potrebbe renderla vulnerabile alle ferite. Preferisco lavorare con lei che con qualunque altra attrice. La adoro. (Montgomery Clift)
Mi piace, però è così maledettamente poco professionale... certi giorni si presentava solo dopo pranzo, e poi voleva mandare all'aria una ripresa dopo l'altra... Sono contento che il film sia finito, quella dannata mi ha quasi procurato un attacco di cuore. (Clark Gable)
Marilyn è assolutamente femminile, senza artifizi... possiede mille qualità. (Clark Gable)
Marilyn è superlativa. È assolutamente femminile. Ogni cosa che fa è diversa, strana, eccitante, da come parla al modo in cui adopera quel suo magnifico busto. Fa sì che un uomo sia orgoglioso di essere uomo. (Clark Gable)
Non è stata Hollywood a distruggerla: lei fu vittima dei suoi amici. (Joe DiMaggio)
Neanche nel peggior incubo Marilyn avrebbe mai desiderato una relazione stabile con JFK. Andare a letto con un presidente così carismatico andava bene per una notte; lei era affascinata dalla teatrale segretezza della faccenda. (Susan Strasberg)
Adesso sì che posso ritirarmi dalla politica, dopo che una ragazza dolce e pura come Marilyn Monroe mi ha augurato buon compleanno! (John Fitzgerald Kennedy)
...non c'era altro che pelle e perline di vetro... solo che io non vidi le perline! (Adlai Ewing Stevenson II, ambasciatore statunitense all'ONU, a proposito del vestito di Marilyn)
La cosa più tragica è che il tempo, lo sforzo, l'ossessione dedicati a spiegare la morte di Marilyn hanno fatto ben poco per spiegarne la vita. (Gloria Steinem)
Possedeva un tale magnetismo che se la mettevi in una stanza con quindici uomini, ognuno di essi si convinceva di essere lui quello per cui lei stava aspettando che tutti gli altri se ne andassero. (Roy Craft)
Come lei non ce ne sarà mai un'altra, e Dio sa quante imitatrici ha avuto. (Billy Wilder)
La gran cosa di Hollywood è che c'è sempre una star più grande di te. (Jason Priestley)
Il segreto della sua deliziosa sessualità, ammirata dalle donne altrettanto che dagli uomini, era che essa incrementava — invece di svalutarle — le quotazioni della femminilità. Era dolce, naturale e traboccante, come addentare una pesca. (Donald Zec)
Dopo essere stata in vita una leggenda del suo tempo, la morte le ha assegnato un posto fra i miti del XX secolo. (John Kobal)
Ai primi d'agosto del 1962 cominciai con le serigrafie. Volevo qualcosa di più forte, che comunicasse meglio l'effetto di un prodotto seriale. Con la serigrafia si prende una foto, la si sviluppa, la si trasferisce sulla seta mediante colla e poi la si inchiostra, cosi ché i colori penetrano attraverso la trama salvo che nei punti dove c'è la colla. Ciò permette di ottenere più volte la stessa immagine, ma sempre con lievi differenze. Tutto così semplice, rapido, casuale: ero eccitatissimo. Poi Marilyn morì quello stesso mese, e mi venne l'idea di trarre delle serigrafie da quel suo bel viso, le mie prime Marilyn. (Andy Warhol)
Marilyn si sforzava di essere umana, le sue emozioni lottavano contro l'eventualità di diventare un simbolo o un oggetto... Marilyn Monroe si trasformò in un paio di labbra, una camminata, una serie di numeri: 97-61-91. (Paul Mayersberg)
Marilyn Monroe è la prima dea creata dagli americani, la nostra divinità dell'amore... Ora se n'è andata, eppure è dappertutto. Le stelle muoiono ma la loro luce dura per sempre. (Bert Stern)

Citazioni dei giornali

Due dei più grandiosi fenomeni della natura: le cascate del Niagara e Marilyn Monroe! (Examiner di Los Angeles in una recensione di Niagara; citato in Marilyn Monroe DVD)
Lei è qui, cammina, parla, è davvero sensuale come le fragole con la panna! (Evening News di Londra; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 263)
Marilyn dev'essere orgogliosa di averci dato una prestazione di tale intrinseca qualità da far pensare che appena ora stia cominciando a essere se stessa. (New York Post su A qualcuno piace caldo; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 315)
Marilyn è quasi perfetta e ancora più importante è piacevolmente tutta curve. (The Hollywood Reporter in una recensione di Quando la moglie è in vacanza; citato in Marilyn Monroe DVD)
Marilyn Monroe, lucente, rosea e bellissima, ha conquistato l'Inghilterra. (Daily Mirror di Londra; citato in Marilyn Monroe DVD)
Per quanto ammirevole, la struttura fisica di miss Monroe stenta a competere con una delle meraviglie naturali del continente (The New Yorker in una recensione del film Niagara; citato in Mike Evans, Marilyn, p. 146)
Questo è lo spettacolo di Marilyn... si mostra nel pieno della sua figura, bellezza e talento. La ragazza è una incredibile commediante. (Examiner di Los Angeles in una recensione di Fermata d'autobus; citato in Marilyn Monroe DVD)




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